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Ultima modifica: 10 febbraio 2018

LETTERA APERTA AI GENITORI: IL CARNEVALE A SCUOLA

Giungono in questi giorni alla dirigenza diverse telefonate da parte di mamme del plesso dell’infanzia di Contessa circa un “presunto” divieto a seguito di un’altrettanta presunta “autorizzazione” – sempre dalle stesse mamme ricondotta ad un’azione della dirigenza scolastica – di svolgere una “festa” di Carnevale a scuola, consentendo ai bambini di indossare i propri abiti da Carnevale.

Al riguardo e al fine di fornire a tutti i genitori una chiara e corretta informazione, si tiene a precisare in modo ufficiale che né la dirigente scolastica, né altri docenti dello staff di dirigenza hanno autorizzato, ovvero, negato “feste” di Carnevale a scuola, per il semplice motivo che è la stessa normativa scolastica a dettare – sempre a tutela del benessere psico-fisico dei minori a scuola – chiare regole in merito ad una problematica sicuramente e giustamente molto sentita dai genitori, soprattutto dei bimbi dell’infanzia.

Le “feste” in senso proprio, a scuola, ai sensi della normativa vigente, possono essere autorizzate solo dal Consiglio di Istituto, l’organo di governo al quale sono demandate le decisioni che regolano tutto il funzionamento della vita scolastica. La delibera deve specificare in dettaglio le modalità di vigilanza sui minori, i cibi ammessi, le modalità di pulizia dei locali scolastici a fine festa. Il tutto in considerazione di una duplice garanzia: delle norme igieniche e delle allergie e intolleranze alimentari, oggi purtroppo molto diffuse, non facili da tutelare in presenza di cibi casalinghi che – se pur ottimi – non assicurano la tracciabilità degli alimenti usati.

Il nostro Consiglio di Istituto – appena rinnovato per il triennio 2017/2020 e insediato dal 13 dicembre 2017- non ha deliberato nessuna autorizzazione al riguardo delle feste da svolgere a scuola per il semplice motivo che, ad oggi, non ha ricevuto da parte di docenti o genitori richieste a questo riguardo. I genitori, tramite il loro rappresentanti, hanno in ogni momento modo di contattare i membri del Consiglio di Istituto per chiedere di deliberare in merito all’autorizzazione di feste a scuola e alle correlate modalità previste per il loro corretto svolgimento. Né il dirigente scolastico, né i docenti dello staff o i responsabili di plesso, pertanto, hanno facoltà di “autorizzare” ovvero “negare” feste a scuola, in quanto solo il Consiglio di Istituto ha potere decisionale in merito. Ed è, ovviamente, del tutto comprensibile e anzi rispettabile, crediamo, anche come atteggiamento educativo nei confronti dei minori – ai quali la legalità che parte dal rispetto delle “buone” regole deve essere mostrata nei “fatti” e non solo attraverso “parole” per loro del tutto astratte e inafferrabili – attenersi rispettosamente e mai “rigidamente” (attenzione all’impatto educativo della sostanza degli avverbi) al cosiddetto “rispetto delle regole”. Sforzo educativo, quest’ultimo, sempre più impegnativo in una società che invoca e pratica, purtroppo, sempre più spesso la “regola dell’eccezione alla regola” in un clima di crescente individualismo e relativismo, centrato sui bisogni spesso effimeri del momento, che disorienta non poco i bambini e i ragazzi, con le conseguenze che ben conosciamo e che sempre più spesso siamo poi impegnati a curare anche in quei grandi “ospedali sociali” che stanno diventando le nostre scuole, con postazioni di pronto soccorso per casi di autolesionismo, anoressie, bullismo, demotivazione, tristemente sempre più frequenti in una società che ha perso la pazienza e la volontà di educare alla Bellezza e alla Felicità autentiche.

Chiedendo scusa per la digressione e tornando a convergere sul tema centrale, verrebbe dunque da chiedersi: un Carnevale triste a scuola per i bambini dell’infanzia di Contessa e di tutti gli altri plessi? Decisamente, no. Non è la “festa di Carnevale” in senso “classico”, con abiti preconfezionati che farebbero forse l’orgoglio dei bambini economicamente più fortunati, ma di sicuro non dei loro compagni di sezione che altrettanto fortunati in termini economici non sono,  la strada per la Felicità da insegnare.

E’ piuttosto la Festa preparata insieme, in un clima di condivisione, attraverso i laboratori teatrali e artistici dove ognuno crea e interpreta, nello spirito delle pari opportunità, le “mascherine” e gli “abitini” realizzati con materiale semplice, la strada per la Felicità da insegnare. Ed è, questo, lo spazio – tempo del carnevale che tutte le insegnanti dei plessi della nostra scuola, con le fisiologiche differenziazioni che derivano dalla “libertà” costituzionale dell’insegnamento, stanno apprestandosi a realizzare con i bambini, dopo aver programmato le attività didattiche centrate sulla scoperta e sulla valorizzazione educativa di questo periodo “gioioso e giocoso” dell’anno, anche scolastico. Il Carnevale, nella nostra scuola, anche dell’infanzia, è dunque il momento in cui creatività e pari dignità si incontrano senza essere in contrasto, dove il sorriso di chi “ha” di più non è la lacrima di “non ha” altrettanto. Ma è anche il Carnevale generoso della scuola che va incontro alle esigenze lavorative delle famiglie, restando aperta con il normale orario di servizio. Questa (e non altre) la nostra scelta pedagogica.

Nella speranza di aver fornito in merito ogni utile chiarimento alle famiglie, auguro a tutti un felice carnevale, anche a scuola, ricordando in chiusura che le vera sfida che come scuola e famiglia, insieme, siamo chiamati ad affrontare, non è “accontentare” ma “educare”.

Con l’usuale affetto, la dirigente scolastica Maria Pia D’Andrea.

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Il Carnevale a scuola _ Lettera aperta ai genitori.

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